Sistema di trattamento delle acque reflue aziendali (cantine, caseifici, birrifici, distillerie, pastifici, ristoranti, alberghi, campeggi, canili, ecc)

Acronimo di Equalizzatore, Biofiltro, Stripper, il sistema EBS® consiste in una vasca di raccolta dell’acqua di scarico che provvede contemporaneamente ad omogeneizzare (da un punto di vista "qualitativo") ed equalizzare (in termini di portate idrauliche) il flusso entrante e a disinquinare le acque mediante un trattamento di depurazione biologica del tipo a "biomassa adesa aerobica" delle materie organiche carboniose. Il tutto abbinato allo strippaggio dei composti volatili fra cui in particolare l’ammoniaca.
Il bacino viene realizzato con l’impiego di una o più vasche monoblocco prefabbricate in c.a.v., a tenuta idraulica e strutturale garantite. Le varie vasche (se più di una) sono attrezzate con un filtro biologico a riempimento fisso installato sopra una zona dove agisce un aeratore di profondità, servito da una pompa di ricircolo in testa al filtro stesso dell’acqua percolante con relativo distributore “splash-plate” e due pompe di rilancio dell’acqua biofiltrata comandate da una serie di segnalatori di livello (generalmente del tipo a galleggiante).

Il sistema, oggetto di brevetto di proprietà dei nostri progettisti, si adatta al trattamento di un'ampia gamma di tipologie di reflui generalmente carichi di inquinanti biodegradabili quali ad esempio le acque reflue di cantine (e aziende agricole in generale), dei caseifici, di aziende alimentari di svariate tipologie (quali ad esempio i salumifici, i mattatoi, i conservifici, i pastifici, i birrifici, le distillerie, ecc) oltre che ai reflui di origine civile o similare (come ad esempio i canili). Risulta inoltre particolarmente indicato per le acque reflue derivanti da attività a carattere stagionale (come alberghi, campeggi, strutture turistiche, ecc.) in quanto trattandosi di un depuratore del tipo a "biomassa adesa" è in grado di assorbire le forti discontinuità che caratterizzano gli scarichi (sia in termini quantitativi che qualitativi) e presenta dei tempi di attivazione e relativamente brevi (contrariamente ai classici impianti a "fanghi attivi").

Trattamento delle acque di scarico delle cantine (e non solo)

Nella applicazione al trattamento delle acque di scarico delle cantine, di cui le foto sottostanti sono un esempio, il bacino EBS® è solitamente preceduto da una griglia statica autopulente adibita alla rimozione dei corpi solidi (foglie, raspi, bucce e semi degli acini, ecc) ed è seguito da un letto di fitodepurazione che provvede alla finitura dell’acqua biofiltata. In alternativa alla griglia statica autopulente è possibile l'adozione di una griglia a cestello estraibile in acciaio inox che prevede una pulizia manuale: di questa riportiamo sotto un esempio.

Griglia a cestello 1

Rispetto alla griglia autopulente quella a cestello presenta l'inconveniente della richiesta di una maggiore frequenza di operazioni di manutenzione manuale ma non ha bisogno di essere alimentata da acqua in pressione e può essere installata all'interno di una vasca interrata con ingresso di acqua che avviene a gravità.

Nella foto seguente un impianto EBS realizzato appositamente per una cantina già allestito in stabilimento e pronto per essere consegnato in cantiere.

Depuratore cantina

Nell'immagine è ben visibile il filtro biologico e il circuito di ricircolo del refluo con doppio sistema di distribuzione "splash-plate".

acqua trattata con il sistema ebs

Allo scopo di avere un'idea "visiva" dell'efficacia del trattamento applicato riportiamo sulla sinistra un'immagine che compara tre baker contenenti il refluo (già grigliato) di una cantina in ingresso al bacino di bilanciamento idraulico e filtrazione biologica, in uscita da questo e in uscita dal letto di fitodepurazione (rispettivamente da sinistra verso destra).

In alternativa alla fitodepurazione (che richiede una certa disponibilità di spazi, seppur limitati dall'azione del trattamento secondario) tale "trattamento terziario" può essere operato da un classico impianto a fanghi attivi (come quelli applicati ai reflui di origine civile). Per la sua semplicità costruttiva (il letto di fitodepurazione può essere realizzato dallo stesso committente su progetto dello Studio Associato di Ingegneria Ambientale, fornito senza oneri aggiuntivi a corredo dell'impianto realizzato con vasche prefabbricate) il sistema presenta costi nettamente inferiori (sia come realizzazione che come gestione) a quelli previsti da un depuratore tradizionale o da un impianto chimico-fisico.

La medesima configurazione del sistema di depurazione in uso per le acque di cantina può essere impiegata anche per aziende con produzioni analoghe come birrifici  distillerie.

Depuratori per caseifici

Le acque di scarico delle attività di lavorazione del latte sono i liquidi di scarto derivanti direttamente dal processo produttivo e le acque di risulta dal lavaggio di macchinari, apparecchiature, contenitori, pavimentazione dei locali, dei mezzi di trasporto del latte e dei prodotti lavorati.

Tra i liquidi di scarto del processo ricordiamo il latticello, la scotta, il siero, e le salamoie, che però sono caratterizzati da un alta concentrazione di inquinanti: pertanto sarebbe preferibile non conferirli al depuratore. Solitamente vengono avviati alla filiera di produzione di alimenti zootecnici.  Se gli scarichi derivano pertanto dai soli lavaggi l’effluente risultante è debolmente acido (a pH circa 5,5-7,5) e presenta i seguenti valori medi:

Solidi Sospesi: 350 mg/l

BOD5: 1700 mg/l

COD: 3500 mg/l

TKN: 55 mg/l

Fosforo: 25 mg/l

Olii e grassi: 90 mg/l

Tensioattivi: 12 mg/l

Da ciò si evince che premessa fondamentale per ottenere un buon trattamento è quello di effettuare un passaggio in un degrassatore ben realizzato e possibilmente un po' sovradimensionato al fine di non inibire i processi successivi, in primis il bacino di bilanciamento idraulico e filtrazione biologica.

Per quanto riguarda invece le quantità di acque reflue prodotte (cioè le portate), da studi di letteratura si sono riscontrati dei valori compresi tra 0,12 e 0,25 mc per ogni quintale di latte lavorato.

Premessa fondamentale per una progettazione corretta di un impianto di trattamento per i reflui di un caseificio è quella di tener conto della frequente discontinuità degli scarichi (variabili sia nel corso della giornata che nel corso dell'anno) sia qualitativamente (cioè come concentrazioni di inquinanti) che quantitativamente (cioè come portate medie giornaliere): per questo risulta molto efficace il trattamento secondario biologico con sistema EBS, integrabile (se necessario e in base ai limiti di scarico imposti) con la fitodepurazione, anch'essa molto flessibile nell'assorbire sia i carichi che le carenze di scarico. In caso di carenza di spazi è possibile, come nel precedente caso degli scarichi delle cantine, adottare un impianto a fanghi attivi in luogo del letto di fitodepurazione.

Depuratori per pastifici, salumifici, aziende alimentari, lavanderie, autolavaggi

Analogamente a quanto detto per i caseifici, se preceduto da un trattamento primario mediante degrassatore, il bacino EBS ha presentato eccellenti risultati se applicato agli scarichi di pastifici, salumifici, aziende di lavorazione e conservazione carni e di alimenti di vario genere.

Alte possibilità di applicazione si hanno con gli scarichi di origine industriale laddove siano presenti sostanze biodegradabili quali le lavanderie ad acqua (ricordiamo che oggi è obbligatorio l'uso di detergenti biodegradabili) o anche gli autolavaggi. In questo secondo caso però il trattamento primario va effettuato mediante un disoleatore e risulta estremamente efficace l'azione di strippaggio dell'aeratore di profondità nei confronti dei tensioattivi derivati dai detergenti.

Recupero e riutilizzo dell’acqua depurata con il sistema EBS

Grazie alla combinazione di due trattamenti biologici diversificati (sistema a biomassa adesa più fitodepurazione o fanghi attivi), l’inquinamento residuo dell’acqua depurata è talmente esiguo da consentire sia lo scarico sul suolo (in base alla Tabella 4, Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. 152/2006)  sia il recupero in stabilimento per svariati usi quali ad esempio il lavaggio di piazzali e pavimentazioni impermeabilizzate o per fertilizzazione e irrigazione (nel caso delle cantine del vigneto stesso). Particolarmente adatto è il refluo risultante da un trattamento di finitura mediante letto di fitodepurazione che presenta numerosi vantaggi, in primis quello di essere pressoché privo di agenti patogeni.

Altro vantaggio del trattamento seguito da fitodepurazione è costituito dal basso impatto visivo che questi impianti comportano, specialmente nei casi di contesti quali le aziende agricole, come si vede ad esempio nella foto seguente.

fitodepurazione

Inoltre l'impianto di fitodepurazione può essere ulteriormente abbellito e inserito nel contesto mediante la coltivazione di altre piante ornamentali nel perimetro del letto di ghiaia stesso.

A ciò va aggiunto un altro importante vantaggio, tutt'altro che trascurabile: il sistema non produce fango biologico di supero e quindi non necessita di una apposita linea di trattamento e smaltimento con conseguente risparmio dei costi di gestione. L'accoppiata bacino EBS più fitodepurazione prevede una semplicità di conduzione unica: una volta effettuato l'avviamento con le dovute regolazioni delle apparecchiature elettromeccaniche da parte del nostro personale specializzato gli interventi manuali dell'operatore-manutentore saranno nulli o minime e si dovranno limitare esclusivamente alle operazioni di pulizia delle griglie e dei pre trattamenti a monte (sia esso un degrassatore o un disoleatore, ad esempio). A differenza di quanto avviene in un classico impianto a fanghi attivi infatti non è necessario (tra le altre operazioni di conduzione dell'impianto) provvedere all'allontanamento del fango biologico di supero dalla  linea di trattamento, in quanto in questo caso il poco fango prodotto viene sedimentato nelle eventuali fosse Imhoff (presenti a monte del bacino di bilanciamento idraulico e filtrazione biologica o del letto di fitodepurazione).

Generalmente il bacino EBS® riduce di ben 5 volte l’area altrimenti richiesta per il solo trattamento con letto di fitodepurazione. Tuttavia, come già accennato sopra, qualora tale area non fosse disponibile è possibile una soluzione alternativa abbinando il bacino ad un secondo stadio di depurazione biologica a fanghi attivi.

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