Prima pioggia e laminazione: un esempio di gestione e trattamento delle acque piovane

In questo post presentiamo un particolare impianto di trattamento della prima pioggia e di laminazione realizzato per la gestione delle acque piovane di un nuovo centro commerciale che prevede la realizzazione di diversi punti vendita serviti da un ampio parcheggio.

Il sistema è stato messo a servizio del nuovo punto vendita Eurospin Lazio nel comune di san Cesareo (Roma), sulla via Casilina, che costituisce il primo step per la realizzazione dell’intero Centro Attività produttive, Artigianali e Polifunzionali. Tale primo intervento interessa circa 4.000 mq dei totali 21.000 previsti per l’intera opera.

La vasca di prima pioggia e il disoleatore

L’impianto provvede in primis alla raccolta delle acque di prima pioggia (la superficie del parcheggio è di circa 4.000 metri quadrati), che vengono stoccate in una vasca in cemento armato vibrato e successivamente rilanciate e trattate da un disoleatore con un sistema di controllo gestito da un apposito quadro elettrico. Il sistema è integrato con una sonda di rilevamento pioggia da esterno che dialoga con il quadro elettrico stesso informandolo dell’inizio e del termine di ogni evento meteorico.

Scarico e posizionamento della vasca di prima pioggia

Come detto il trattamento della prima pioggia, poiché trattasi di acque di dilavamento di un’area coperta adibita a transito e parcheggio di mezzi meccanici, va effettuato mediante un disoleatore, anch’esso allestito con una vasca monoblocco in cemento armato vibrato, dimensionato secondo le norme UNI-EN 858 e che pertanto provvede sia allo sfangamento che alla separazione degli oli e idrocarburi leggeri presenti sulle superfici e successivamente “trascinati” dalle piogge che dilavano le aree interessate. Riportiamo sotto una foto del filtro a coalescenza estraibile del disoleatore.

Per i particolari su questo tipo di impianto si rimanda all’apposita sezione.

La vasca di laminazione

Le successive eventuali precipitazioni (la cosiddetta “seconda pioggia”), vengono convogliate nel bacino di raccolta e laminazione, mediante un sistema costituito dalla combinazione di un pozzetto scolmatore con una valvola di chiusura automatica a galleggiante installata in ingresso alla vasca di accumulo della prima pioggia. Nella foto sotto le vasche adibite alla laminazione: si noti il foro d’ingresso, dove andrà innestata la tubazione proveniente dal pozzetto scolmatore.

Vasche di laminazione

Scopo della laminazione è quello di provvedere ad un “rilascio” graduale delle acque piovane (che, al contrario delle acque di prima pioggia non sono considerate inquinate e non vanno quindi trattate) al corpo recettore (nel caso specifico il “Fosso di Riserano” o “Fosso Oscuro”), in modo da non accentuarne i picchi di piena. L’applicazione di tali sistemi si rende infatti necessaria quando vengono ricoperte quelle che precedentemente erano aree a verde che di conseguenza non risultano più permeabili all’acqua piovana. A causa di ciò in caso di eventi meteorici consistenti si possono verificare improvvisi afflussi di acque piovane (che prima venivano almeno in parte assorbiti naturalmente dal terreno) al corpo recettore, causandone picchi di piena che possono talvolta risultare dannosi.

In questa specifica applicazione la vasca di laminazione (o vasca “volano”) è costituita da tre vasche monoblocco in cemento armato vibrato, predisposte per un collegamento stagno nei pressi del fondo. L’accumulo (massimo) totale è di circa 40 metri cubi. La “restituzione controllata” delle acque piovane raccolte avviene mediante una tubazione DN 200 installata sul fondo di uno dei manufatti. Avendo questa tubazione un diametro appositamente sottodimensionato (la rete drenante dello stabilimento termina infatti con un DN 500, all’imbocco del pozzetto scolmatore dell’impianto di prima pioggia) si avrà un livello in vasca variabile. Pertanto l’accumulo fungerà da “polmone”, con livello di pelo libero variabile (massimo 2 metri circa) e scarico laminato e diluito nel tempo, al fine appunto di “attenuare” i picchi di scarico che si avrebbero altrimenti come conseguenza dell’intensificarsi delle precipitazioni meteoriche.

Quanto allo scarico delle acque di prima pioggia trattate, questo non graverà sull’operatività dell’impianto di laminazione, in quanto (come prescrive l’apposita normativa sulle acque di prima pioggia) il rilancio delle acque di prima pioggia inizialmente stoccate avverrà solo e soltanto 48 ore dopo la cessazione delle precipitazioni (si veda per maggiori dettagli la sezione sulle vasche di prima pioggia), vale a dire quando ormai l’accumulo dedicato alla laminazione è ormai vuoto.