Disoleatori prefabbricati per presidi idraulici per sedi stradali

Una particolare applicazione dei disoleatori prefabbricati: i presidi idraulici per sedi stradali

Cos’è un presidio idraulico

Un presidio idraulico per sedi stradali è un impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche di dilavamento di strade interessate da traffico veicolare. Pertanto solitamente si tratta di un vero e proprio disoleatore, che, viste le superfici in gioco, deve essere dimensionato per il trattamento di alte portate (100 litri al secondo e oltre); un impianto pertanto preposto alla separazione e alla segregazione della fanghiglia e delle sospensioni oleose trascinate dalle acque meteoriche di dilavamento precipitanti sulle strade adibite a viabilità autoveicolare al fine di produrre un effluente chiarificato conforme ai limiti di emissione previsti dalle norme (solitamente 5 mg/l per gli olii e idrocarburi leggeri). 

L’impianto inoltre va spesso conformato e attrezzato in modo da bypassare il flusso entrante, conferendolo in un apposito bacino di raccolta e accumulo, qualora sia costituito prevalentemente da liquidi leggeri (benzina, petrolio, ecc.) eventualmente derivanti da sversamenti accidentali. Questa particolare casistica è oggetto di un brevetto del nostro Studio di Progettazione ("Sistema di rimozione sostanze oleose con bacino di accumulo per sversamenti accidentali"), cui si parla più approfonditamente in una specifica sezione del sito.

Questa situazione di emergenza può essere eventualmente segnalata da un allarme comandato da una strumentazione di rilevazione di liquido a pavimento installata sul fondo del bacino che invia il segnale ad un quadro elettrico posizionato in ambiente controllato.

Spesso un impianto di questo tipo deve essere installato in luogo di un vero e proprio impianto di prima pioggia a causa dell'indisponibilità di energia elettrica in quanto il loro posizionamento risulta di sovente lontano dalla rete elettrica. In questo caso anzichè accumulare la prima pioggia e trattare soltanto questa una volta esaurito l'evento meteorico, il disoleatore di un presidio idraulico stradale provvede a sfangare e disoleare tutte le acque meteoriche in ingresso.

Composizione tipo di un presidio idraulico per sede stradale

L’impianto è tipicamente composto da un bacino di sfangamento, uno di disoleazione (generalmente del tipo a pacchi lamellari, viste le portate in gioco) e di uno di emergenza realizzati mediante una o più vasche prefabbricate monoblocco, a tenuta idraulica e resistenza strutturale garantite.

Allo scopo di spiegare sommariamente il funzionamento di uno di questi impianti si faccia riferimento alla figura riportata sotto.

Presidio idraulicoL’acqua (dopo essere transitata per un pozzetto scolmatore che funge di solito da by-pass di emergenza) entra nel bacino di sfangamento che comunica con quello di disoleazione tramite una speciale valvola a galleggiante. Quest'ultima chiude la tubazione di collegamento se nel disoleatore si è formato un strato eccessivo di olio galleggiante. In tal caso, il livello di pelo libero nel bacino di sfangamento si alza fino a che il liquido ivi presente defluisce nel bacino di emergenza. Ciò può accadere in due occasioni: o in mancanza di un'adeguato monitoraggio dell'impianto che nella normale funzionalità provvede a trattenere i residui di liquidi leggeri presenti nel refluo (situazione ovviamente da evitare) oppure a seguito di uno sversamento accidentale di questi liquidi (come avviene ad esempio in caso di rottura di un'autocisterna o quando questa viene coinvolta in un incidente stradale). In questo secondo caso dapprima l'olio entra nel vano di disoleazione provocando una repentina chiusura della valvola a galleggiante e successivamente si accumula nella vasca di emergenza. Pertanto un eventuale flusso eccessivo di liquidi leggeri (come accade appunto a seguito di uno sversamento accidentale) viene bypassato ed accumulato nel bacino di emergenza. 

Indipendentemente dalla potenzialità dell’impianto (cioè dalle portate massime di trattamento), il bacino di emergenza deve avere una capacità tale da contenere quanto meno tutto il liquido contenibile in un'autocisterna da 20 mc, anche se spesso tale volumetria viene addirittura raddoppiata a scopo precauzionale (tale volumetria solitamente viene stabilita dall'autorità competente).

Come detto, questa particolare configurazione di un presidio idraulico è inoltre oggetto di uno dei brevetti del nostro Studio di Ingegneria Ambientale ("Sistema di rimozione sostanze oleose con bacino di accumulo per sversamenti accidentali").

Nella foto riportata sotto è raffigurato un tipico disoleatore per le acque di dilavamento di sedi stradali a pacchi lamellari adottato in un presidio idraulico.

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Di seguito riportiamo invece un particolare del sistema di chiusura automatica a galleggiante dello stesso disoleatore innestato nella tubazione che collega lo sfangatore dal separatore di liquidi leggeri.

Valvola a galleggiante

Superfluo ricordare che l'impianto, poichè consiste in un vero e proprio separatore per liquidi leggeri, è ovviamente regolamentato dalle norme UNI EN 858-1 ("Impianti di separazione per i liquidi leggeri, ad esempio benzina e petrolio. Principi di progettazione, prestazione e prove sul prodotto, marcatura e controllo qualità", Agosto 2005.) e UNI EN 858-2 ("Impianti di separazione per i liquidi leggeri, ad esempio benzina e petrolio. Scelta delle dimensioni nominali, installazione, esercizio e manutenzione", Giugno 2004.). In particolare, in accordo con quanto riportato al punto 4.1 della UNI EN 858-2, il disoleatore viene applicato per il trattamento delle acque meteoriche di dilavamento di strade con contestuale contenimento di qualunque rovesciamento di liquido leggero.

Tempi di realizzazione dei disoleatori per presidi idraulici per sedi stradali

I presidi idraulici sono realizzati con l’impiego delle vasche monoblocco prefabbricate in c.a.v. prodotte dalla Sintini s.r.l. nello stabilimento di Piangipane (RA). Qui le vasche (di cui il produttore offre piene garanzie di tenuta idraulica e strutturale) vengono completamente allestite per essere successivamente trasportate in cantiere dove deve essere preventivamente eseguito lo scavo a misura e predisposto il piano di posa per il manufatto (che consiste solitamente in una soletta in cemento ricoperta di 3-5 cm di sabbia fine).

Una volta posate le vasche tramite una gru di portata adeguata, non resta che eseguire dei semplici collegamenti idraulici ed elettrici (ove previsto un controllo del livello di liquidi leggeri nel bacino di emergenza), nonché posizionare le coperture in cemento armato prima di effettuare il definitivo rinterro delle vasche. Da ciò si evince che, come la maggior parte degli impianti prefabbricati, un presidio idraulico viene installato in pochissime ore di lavoro e lo scavo solitamente non rimane aperto per più di 24-48 ore.

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Nella foto sopra si riporta il particolare della struttura esterna di un pacco lamellare per alte portate di trattamento. In alternativa a questo è possibile in ogni caso l'utilizzo di un filtro a coalescenza, come quello Filtro a coalescenzaraffigurato di lato. In questo caso però si riscontra comunque una maggior frequenza di operazioni di manutenzione al fine di effettuare le consuete operazioni di lavaggio del corpo filtrante (generalmente costituito da uno o più blocchi di polietilene espanso confinato in uno scatolare di acciaio inox). questo poichè un pacco lamellare è meno soggetto ad occlusioni accidentali.

E' bene inoltre prevedere un apposito vano di raccolta degli olii intrappolati (come nell'impianto oggetto del disegno sopra): qui è possibile travasare manualmente (ma a richiesta tale operazione può avvenire anche in automatico) i liquidi che galleggiano per poi farli prelevare dall'autospurgo in un secondo momento. Ciò permette di risparmiare sui costi di gestione in quanto non occorre fare lo svuotamento dell'intero vano di disoleazione per asportare gli olii e idrocarburi leggeri.

Prestazioni di un disoleatore per presidio idraulico stradale

Come ogni altro separatore di liquidi leggeri, se ben dimensionato e realizzato in base ai requisiti minimi indicati dalle norme UNI EN 858-1 e 2, il disoleatore qui descritto è in grado di rimuovere e trattenere (oltre ai solidi sedimentabili) gli olii e idrocarburi leggeri presenti nelle acque di dilavamento fino ad un contenuto residuo non superiore a 5 mg/l: questa concentrazione è conforme ai limiti di emissione previsti dalla Tabella 3, Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. n. 152/2006 (scarico in acque superficiali e in fognatura).

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