Il DM 5046 del 2016: riutilizzo dei reflui agronomici

E’ di recente emanazione (25 febbraio 2016) il Decreto Ministeriale 5046 che regolamenta il riutilizzo dei reflui agronomici.

Abbiamo trattato l’argomento in un’apposita sezione del nostro sito (di cui qui riportiamo il link), a questo rimandiamo per maggiori particolari e per esaminare più attentamente le nostre soluzioni riguardanti la depurazione di questi particolari tipologie di acque reflue.

Tutta la documentazione è scaricabile dal sito del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, altrimenti è possibile accedervi anche da questi link:

Il DM 5046/2016: www.ideatrattamentoacque.it/pdf/DM_5046_del_25_02_2016%20-%20Riutilizzo%20reflui%20agronomici.pdf

Allegati: www.ideatrattamentoacque.it/pdf/Allegati%20DM%205046_2016.pdf

Note di concerto degli altri ministeri: www.ideatrattamentoacque.it/pdf/Note_di_concerto.pdf

Si tratta di un’importante normativa che regola un aspetto fondamentale di molteplici tipologie di attività nazionali (allevamenti zootecnici in primis) che devono affrontare quotidianamente il problema. E il problema non riguarda soltanto le aziende, ma la collettività in generale, basti pensare che l’Agenzia Europea per l’Ambiente stima che il 50-80% dell’input totale delle sostanze azotate nelle acque sia di origine agricola. D’altro canto le sostanze derivanti dalle deiezioni animali rappresentano un apporto fondamentale per evitare l’impoverimento dal suolo che, anche se a lungo termine, porta all’infertilità. Con l’avvento infatti dell’agricoltura intensiva tale depauperamento rappresenta un problema non da poco che può portare anche a fenomeni di innesco e/o accelerazione di pericolosi processi erosivi. La Comunità Europea già nel 1991 (con la cosiddetta “Direttiva Nitrati”) ha affrontato il problema. L’Italia ha recepito tale direttiva con il D.Lgs 152/2006, con il DM 4/4/2006 cui si affianca oggi il DM 5046, che detta criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale sull’uso in agricoltura degli effluenti di allevamento (sia solidi che liquidi).

Gli obiettivi specifici della normativa sono:

  • l’aumento delle quantità di azoto utilizzato in agricoltura
  • riduzione delle emissioni in atmosfera di ammoniaca, sostanze dannose e/o maleodoranti, sostanze che contribuiscono all’effetto serra (come ad esempio il metano e il protossido di azoto)
  • evitare che eccessive quantità di azoto e altri inquinanti organici vengano trasferiti ai corsi d’acqua