La fitodepurazione

La fitodepurazione

Sul sito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (visitabile a questo link) è possibile scaricare gratuitamente un documento in pdf riguardante le linee guida per la realizzazione di un impianto di fitodepurazione. Il documento è scaricabile cliccando sul seguente link:

http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/guida-tecnica-per-la-progettazione-e-gestione-dei-sistemi-di-fitodepurazione-per-il-trattamento-delle-acque-reflue-urbane-1

Come già accennato più volte in questo sito (vedere ad esempio questa pagina specifica) spesso è possibile adottare la fitodepurazione come trattamento di finitura del refluo (generalmente da “trattamento terziario“). Utilizzando infatti questo processo di disinquinamento naturale come unico trattamento spesso il problema che insorge (e che altrettanto spesso risulta insormontabile) è quello di dover destinare un adeguato spazio (sia in termini di estensione che di forma geometrica) al letto di fitodepurazione. Pertanto la nostra proposta, specialmente quando si deve depurare un’acqua reflua derivante da attività o azienda con un refluo ad alto contenuto organico e biodegradabile (cantine, caseifici, ristoranti, mattatoi, salumifici, conservifici…) è quindi quella di abbinare un impianto di tipo “EBS” ad un letto di fitodepurazione a flusso superficiale, facendo precedere quest’ultimo da uno stadio “primario” (come ad esempio una fossa Imhoff o un degrassatore): in questo modo viene a diminuire notevolmente tale esigenza di spazi risolvendo il problema alla radice. Non solo: il sistema “EBS” provvede contestualmente al bilanciamento idraulico delle portate che risulta molto utile (se non addirittura in alcuni casi indispensabile) ad ottenere un più corretto funzionamento del letto di fitodepurazione il quale pertanto riceve un refluo omogeneo (da un punto di vista prettamente “qualitativo”), già pretrattato, ricco di ossigeno e ad una portata costante. Infatti, sebbene il processo di fitodepurazione (se ben progettato e realizzato) è comunque in grado di assorbire entro certi limiti i picchi di carico, nel caso di reflui più “costanti” può presentare un miglioramento del rendimento di rimozione degli inquinanti e non soffrire di alcuni tipici inconvenienti momentanei, quali l’incremento eccessivo del livello dell’acqua nei momenti più gravosi che, pur essendo una situazione transitoria, è un fenomeno da evitare.