Depurazione acque della Cantina Vallepicciola

Abbiamo iniziato la consegna e l’installazione degli impianti di trattamento delle acque reflue della nuova Cantina Vallepicciola (in provincia di Siena), attualmente in costruzione in previsione della prossima vendemmia autunnale. Il ciclo di trattamento comprende sia le acque di origine civile (vale a dire le acque nere dei bagni a servizio della struttura) che le acque reflue prodotte durante la lavorazione dei prodotti vitivinicoli (la vinificazione, i travasi, i lavaggi delle apparecchiature e dei contenitori, ecc).

Nello schema sotto riportiamo il complessivo dei flussi interessati dai nostri impianti.

Schema acque cantina

Tre tipologie di acque reflue

Come si evince da questo, le tipologie di acque trattate sono tre:

  1. Acque di lavaggio piazzale di scarico: si tratta di reflui di dilavamento di un’area destinata allo scarico del prodotto da lavorare in cantina (le uve appena colte provenienti dalle vigne). Durante il periodo della vendemmia infatti questa zona viene tenuta coperta (con dei teloni rimovibili) e verrà periodicamente lavata dagli operatori.
  2. Acque nere dei bagni.
  3. Acque di cantina.

Le acque di dilavamento della zona di scarico delle uve durante la vendemmia

Si tratta in questo caso di acque reflue probabilmente ricche di materiale grossolano proveniente dal prodotto non lavorato (foglie, raspi, ecc) e di altro materiale sedimentabile (fanghiglia, terra, sabbie, ecc). In occasione dei lavaggi manuali delle superfici interessate le acque di risulta vengono convogliate in una prima vasca, suddivisa in tre comparti e dove sono presenti due paratie a movimentazione manuale in acciaio inox. Grazie a questi dispositivi durante la vendemmia le acque vengono convogliate al trattamento a valle mentre nei restanti periodi annuali verranno trattate dall’impianto di prima pioggia. Infatti, come già accennato, una volta completata la raccolta l’area di scarico viene scoperta e le acque piovane convogliate ad un’altra linea di trattamento (agendo sulle paratie: di una riportiamo due foto sotto, la seconda ne illustra il meccanismo di movimentazione).

Paratia mobile 1

Movimentazione paratia
In questa prima vasca in cemento le acque subiscono una grigliatura (mediante una griglia a cestello estraibile) e una prima grossolana sedimentazione. Nello schema sotto è riportata la pianta di questa vasca di separazione.

Vasca di grigliatura e separazione

La foto seguente invece raffigura la vasca vista dall’alto.

Vasca di separazione acque di dilavamento piazzale di scarico

Una volta grigliata e pre-decantata l’acqua si dirige verso un pozzetto di raccordo posizionato a valle. Qui si unisce agli altri scarichi prima di subire i trattamenti successivi.

Le acque nere dei servizi igienici

Le acque dei bagni a servizio della struttura subiscono una sedimentazione primaria in una classica fossa Imhoff dimensionata per 8 abitanti equivalenti per poi subire un primo trattatamento in un filtro percolatore anaerobico, dimensionato per circa 10 abitanti equivalenti. Nella foto sotto riportiamo la fossa Imhoff.

Fossa Imhoff 1

Si notino i due tubi di esalazione dei gas prodotti in fase di digestione anaerobica dei fanghi sedimentati e le paratie di acciaio inox posizionate in ingresso e uscita dalla vasca.

Nella foto sotto vediamo invece il filtro percolatore anaerobico: molto evidenti sono i corpi di riempimento plastico e la canaletta di sfioro posizionata in uscita.

Filtro percolatore 4

Una volta uscita dal filtro percolatore l’acqua si immette nel pozzetto di raccordo di cui si è già accennato sopra.

La vasca di sedimentazione, grigliatura, omogeneizzazione e rilancio

Il pozzetto che raccoglie le tre tipologie di acque reflue da trattare convoglia tutto in una vasca, anch’essa realizzata in cemento armato, vibrata in casseri metallici e a perfetta tenuta idraulica che assolve essenzialmente a quattro funzioni: sedimentazione primaria, grigliatura fine, omogeneizzazione e rilancio. Per comprendere al meglio si riporta la foto sotto di questa vasca.
Vasca di sedimentazione e rilancio 2

Come detto dapprima il refluo (l’ingresso è attraverso il foro in alto a sinistra) passa per una fossa Imhoff. Qui viene privato di tutti i solidi sedimentabili. Successivamente si immette nel secondo comparto. Qui è presente in ingresso una griglia a cestello a pulizia manuale in acciaio inox al fine di togliere tutti i corpi grossolani. Nelle foto sotto alcuni particolari della griglia.

Griglia a cestello 1 Griglia a cestello 2

In questo comparto le acque reflue subiscono una vigorosa omogeneizzazione ad opera delle due pompe di rilancio (installate sulla destra). Entrambe infatti presentano una diramazione in mandata: parte dell’acqua viene rilanciata al trattamento successivo e parte ricircolata in vasca. Poiché la portata di ricircolo sarà pari o maggiore a quella di rilancio il refluo qui presente viene sia omogeneizzato che pre-ossigenato. Da qui l’acqua sollevata finisce in due bacini di bilanciamento e filtrazione biologica “EBS” (di cui parleremo in un post successivo) dove subirà il vero e proprio trattamento di depurazione.

Nella foto sotto sono visibili il pozzetto di raccordo (in primo piano) e questa vasca con le coperture già posizionate.

Pozzetto raccordo 1

Nella successiva si vedono (dal basso verso l’alto) il filtro percolatore anaerobico, il pozzetto di raccordo degli scarichi e la vasca di sedimentazione, grigliatura, omogeneizzazione e rilancio.

Percolatore pozzetto rilancio